Cos'è il M.E.S.?

L’ istituzione finanziaria internazionale (art. 1) del M.E.S. (Meccanismo Europeo di Stabilità) nasce da una falla insita nel modello neoliberista dell’Unione monetaria europea [o anche Eurozona] che non prevede una Banca Centrale come prestatore di ultima istanza degli Stati (art. 123 del TFUE). Il M.E.S. però non solo manca l’obiettivo di coprire questa falla, ma con la Riforma prevista la renderebbe una voragine, da riempire poi in grandissima parte con i redditi e i risparmi dei cittadini italiani.

A chi risponde il M.E.S.?

Il modo in cui gli amministratori del M.E.S. utilizzeranno le risorse e svolgeranno le proprie funzioni è coperto da immunità, oltre a ciò tanto gli scritti quanto i documenti ufficiali godono addirittura dell’inviolabilità (art. 35) infatti per legge le attività del M.E.S. sono coperte da segreto, inviolabilità della sede, esenzione da imposte, immunità del personale e insindacabilità degli atti da parte di qualsiasi autorità (art 32 e segg.).

La riforma del M.E.S. aiuterebbe gli Stati in difficoltà?

L’Italia è impegnata a versare ben 125 miliardi di euro nelle casse del M.E.S. per avere una riforma che la ripagherebbe sottoponendola a condizioni rinforzate (art. 14) ovvero classificandola come un paese di serie B rendendo deleterio accedere anche soltanto a una minima parte dei soldi versati: una nostra richiesta di prestito, per un momento di difficoltà, renderebbe molto probabile la procedura di ristrutturazione ( art.12). Tale eventualità attiverebbe nei mercati finanziari aspettative di insolvenza trascinando il Paese nella voragine di una crisi economico-finanziaria assolutamente deleteria: a quel punto scatterebbe il bail-in (punto 12B del preambolo), ovvero il prelievo forzoso del risparmio dei cittadini, con il default dei titoli di Stato.

Chi trarrebbe vantaggio dalla riforma del M.E.S.?

Un vantaggio l’avrebbero i paesi che per le regole di valutazione scelte nella Riforma, regole la cui applicazione in passato ha solo aggravato i problemi e non risolti, sarebbero classificati di serie A come la Germania, a cui sarebbe consentito di accedere ai prestiti per shock esterni senza rischi di ristrutturazione e le cui banche potrebbero avvalersi di una rete di protezione qualora vi fossero conseguenze negative dai default di altri Stati. Oltre a queste garanzie e protezioni vi sarebbe un vantaggio nelle procedure di liquidazione attivabili da questi creditori verso i paesi in temporanea difficoltà, con l’Italia in prima linea di appetibilità visto il patrimonio pubblico e privato di cui dispone.

È possibile fermare la riforma del M.E.S.?

E’ possibile perchè non è ancora stato ratificato dal Parlamento italiano, ed è doveroso per gli effetti nefasti che subirebbe il popolo italiano.

Prima della riforma il M.E.S. ha già operato in Grecia provocando fallimenti, disoccupazione, povertà, suicidi, nonché il passaggio di proprietà a favore di soggetti esteri di aziende e infrastrutture greche. In quel contesto poi i soldi usciti dalle nostre tasche sono anche finiti nei bilanci delle banche francesi e tedesche.

La Riforma del M.E.S. rende ancor più dure le imposizioni mettendo a rischio di procedura anche paesi con una situazione economica e finanziaria generale comunque solida che però non rientrino nei parametri di ammissibilità artificialmente selezionati (All. III), esattamente come accadrebbe per l’Italia.